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Prato cosa vedere: guida al centro storico

Prato cosa vedere: il Duomo con il pulpito di Donatello e gli affreschi di Filippo Lippi, il Castello dell'Imperatore, Santa Maria delle Carceri e i musei della città.

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Architettura moderna del Centro Pecci a Prato

Se state cercando idee su Prato cosa vedere in una giornata, la risposta sta quasi tutta dentro la cerchia di mura trecentesche: una cattedrale con un pulpito di Donatello, un castello voluto da Federico II, una basilica rinascimentale firmata da Giuliano da Sangallo e due musei che raccontano l'anima tessile della città. Prato ha un carattere tutto suo, fatto di marmo verde, botteghe, fabbriche recuperate e arte contemporanea.

Prato cosa vedere per primo: il Duomo di Santo Stefano

Il punto di partenza naturale è Piazza del Duomo, il nucleo più antico della città. La Cattedrale di Santo Stefano è documentata già nel 994, fu ricostruita in forme romaniche da Guidetto all'inizio del Duecento e si riconosce subito per la facciata a fasce di marmo bianco e verde, iniziata nel 1386 e addossata a quella più antica.

Sull'angolo della facciata sporge il pulpito esterno di Donatello e Michelozzo, realizzato tra il 1433 e il 1438. Non è un semplice ornamento: da qui, in alcune date dell'anno, viene mostrata ai fedeli la Sacra Cintola, la reliquia che secondo la tradizione la Madonna consegnò a san Tommaso. L'ostensione più solenne è quella dell'8 settembre.

All'interno, la Cappella della Sacra Cintola conserva gli affreschi di Agnolo Gaddi con le storie della Vergine e della Cintola (1392-1396) e una piccola Madonna col Bambino in marmo di Giovanni Pisano. Il vero capolavoro, però, è nel coro: il ciclo di Filippo Lippi con le Storie di santo Stefano e di san Giovanni Battista, commissionato nel 1452, dove compare la celebre Danza di Salomè. Nella Cappella dell'Assunta si trovano invece le storie della Vergine e di santo Stefano di Paolo Uccello.

Il Castello dell'Imperatore

A pochi passi dal Duomo si alza una fortezza che in Toscana non ha eguali. Il Castello dell'Imperatore fu costruito nel Duecento per volere di Federico II di Svevia, su progetto di Riccardo da Lentini, ed è considerato l'unico esempio di architettura sveva nell'Italia centro-settentrionale. Doveva controllare le strade che dal sud portavano verso il Sacro Romano Impero, passando per la valle del Bisenzio.

La pianta è quadrata, di circa 40 metri per lato, con torri agli angoli e al centro dei lati e mura spesse circa due metri e mezzo in pietra alberese, coronate da merli a coda di rondine. Il portale, con fasce bianche e verdi e i leoni svevi ai lati, è uno dei dettagli da fotografare. Salendo sui camminamenti si ha una delle viste più belle sulla città. Secondo le pagine di Città di Prato dedicate al castello, la visita è gratuita: conviene comunque controllare orari e aperture prima di andare.

Santa Maria delle Carceri, il Rinascimento in piazza

Di fronte al castello c'è la Basilica di Santa Maria delle Carceri, nata da un evento preciso: il 6 luglio 1484 un bambino disse di aver visto animarsi un'immagine della Vergine dipinta sul muro delle antiche carceri delle Stinche. Pochi anni dopo, per volere di Lorenzo de' Medici, Giuliano da Sangallo progettò una chiesa a croce greca con cupola centrale, considerata uno dei capolavori del primo Rinascimento.

L'interno fu costruito tra il 1486 e il 1495. Da vedere il fregio in maiolica e i tondi di Andrea della Robbia, le vetrate del 1491 attribuite a Domenico Ghirlandaio e, sull'altare maggiore, l'affresco trecentesco della Madonna col Bambino che si trovava sul muro della prigione. All'esterno il rivestimento in pietra alberese e serpentino verde non fu mai completato, e questo rende la basilica ancora più riconoscibile. Tutte le date sono riportate nella scheda ufficiale della basilica.

Palazzo Pretorio e il Museo Civico

In Piazza del Comune, il Palazzo Pretorio fu sede del governo repubblicano e del tribunale. Oggi ospita il Museo Civico, inaugurato nell'aprile 2014 dopo quasi sedici anni di lavori. Le collezioni contano circa 3.000 pezzi dal Trecento al Novecento: polittici di Bernardo Daddi e Giovanni da Milano, opere di Donatello, Filippo e Filippino Lippi, pale di Santi di Tito e Alessandro Allori e la gipsoteca di Lorenzo Bartolini. È il posto giusto per vedere da vicino i pittori che hanno fatto grande il Duomo.

Museo del Tessuto e Centro Pecci: la Prato del lavoro e del contemporaneo

Prato è la città del tessile, e il modo migliore per capirlo è il Museo del Tessuto. Nato nel 1975 all'interno dell'istituto tecnico tessile Tullio Buzzi, dal 2003 si trova nell'ex Cimatoria Campolmi, l'unica grande fabbrica ottocentesca rimasta dentro le mura medievali. Il museo racconta la sua storia partendo da una prima raccolta di circa 600 frammenti antichi cresciuta nel tempo con donazioni e acquisizioni, fino alla sezione contemporanea.

Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci è stato inaugurato nel 1988 come primo museo italiano costruito appositamente per le avanguardie. L'edificio originale è di Italo Gamberini, l'ampliamento di Maurice Nio, inaugurato nel 2016. La collezione supera le mille opere.

Altre tappe nel centro storico

  • Palazzo Datini: la casa trecentesca del mercante Francesco Datini, affrescata anche all'esterno, custodisce l'Archivio Datini, uno dei più importanti archivi mercantili del tardo Medioevo.
  • Piazza Mercatale: grande piazza medievale usata per i mercati fin dal XII secolo, oggi luogo di ritrovo molto vivace.
  • Piazza San Marco: qui si trova la scultura di Henry Moore "Forma squadrata con taglio", uno dei simboli della Prato moderna.

Prato cosa vedere in un giorno: itinerario e tabella

Il centro si gira bene a piedi. Un percorso logico parte da Piazza del Comune, prosegue verso il Duomo, passa da Palazzo Datini e arriva in Piazza Santa Maria delle Carceri, dove castello e basilica si fronteggiano. Il pomeriggio si può dedicare a uno dei due musei.

LuogoEpocaDa non perdere
Duomo di Santo StefanoX-XV secoloPulpito di Donatello e Michelozzo, affreschi di Filippo Lippi
Castello dell'ImperatoreXIII secoloPortale svevo e camminamenti panoramici
Santa Maria delle Carceri1486-1495Fregio robbiano e vetrate attribuite al Ghirlandaio
Palazzo PretorioMuseo dal 2014Circa 3.000 opere dal Trecento al Novecento
Museo del TessutoSede dal 2003Tessuti antichi e storia del distretto
Centro PecciDal 1988Oltre mille opere di arte contemporanea

Consiglio: se potete, organizzate la visita l'8 settembre. È il giorno dell'ostensione solenne della Sacra Cintola dal pulpito di Donatello, e il centro si riempie di fedeli e visitatori. In ogni caso, prima di partire verificate sui siti ufficiali orari e giorni di chiusura dei musei.

A tavola, non lasciate Prato senza aver provato il pane di Prato con la mortadella di Prato IGP, le pesche di Prato e i biscotti alle mandorle. E se avete ancora tempo, in provincia vi aspettano le colline di Carmignano, terra di vino DOCG e di ville medicee.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Prato?

Una giornata intera basta per il centro storico e un museo. Con due giorni si possono vedere sia il Museo del Tessuto sia il Centro Pecci, con calma.

Dove si trova il pulpito di Donatello?

È all'esterno del Duomo di Santo Stefano, sull'angolo tra la facciata e il fianco della chiesa, in Piazza del Duomo.

Il Castello dell'Imperatore si può visitare?

Sì, si accede al cortile, alle torri e ai camminamenti. Le fonti comunali indicano l'ingresso gratuito, ma è bene controllare gli orari aggiornati prima della visita.

Che cosa rende speciale Santa Maria delle Carceri?

È un capolavoro del primo Rinascimento a pianta a croce greca, progettata da Giuliano da Sangallo su commissione di Lorenzo de' Medici, con decorazioni di Andrea della Robbia.

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