Le Terme di Petriolo sono sorgenti di acqua sulfurea che sgorgano a circa 43 °C sulla riva del torrente Farma, al confine tra Monticiano (Siena) e Civitella Paganico (Grosseto), più o meno a metà strada tra Siena e Grosseto. Accanto alle mura dell'antico bagno fortificato l'acqua calda scende nel letto del fiume e forma piccole vasche naturali ad accesso libero e gratuito, utilizzabili tutto l'anno. Poco sopra c'è il centro termale attrezzato, a pagamento. Si arriva in auto dalla superstrada Siena–Grosseto seguendo le indicazioni per Bagni di Petriolo; dal parcheggio alle vasche è una breve discesa a piedi.
| In breve | |
|---|---|
| Dove | Valle del Farma, tra Monticiano (SI) e Civitella Paganico (GR) |
| Come arrivare | Superstrada Siena–Grosseto, poi provinciale di Petriolo fino al ponte sul Farma |
| Acqua | Sulfurea, ipertermale, circa 43 °C alla sorgente |
| Vasche libere | Gratuite, senza orari né prenotazione |
| Centro termale | Vasche terapeutiche a pagamento (15 € secondo il listino del gestore), ore 9–17:30 |
| Periodo migliore | Autunno e inverno; d'estate al mattino presto |
| Tempo necessario | Da due ore a mezza giornata |
Perché andare a Petriolo
Rispetto alle cascate di Saturnia o alle vasche bianche di Bagni San Filippo, Petriolo ha un carattere diverso: qui l'acqua calda incontra un torrente vero, con la sua corrente fredda, in mezzo ai boschi della Val di Merse. Il risultato è un mosaico di pozze dove la temperatura cambia di qualche passo in passo: vicino alle polle è molto calda, dove l'acqua termale si mescola a quella del Farma diventa tiepida. Ognuno può scegliere la vasca che preferisce.
L'altro motivo è la storia. Petriolo è uno dei pochi esempi di "bagno fortificato": sopra le vasche si vedono ancora le mura in pietra e i resti delle strutture termali costruite all'inizio del Quattrocento. L'area è compresa tra la riserva naturale del Basso Merse e quella del Farma, e il paesaggio intorno è di sola macchia e bosco.
Come arrivare alle vasche libere
Petriolo si raggiunge solo con mezzi privati. Il percorso più semplice è la superstrada Siena–Grosseto (SS223): si esce seguendo i cartelli per Bagni di Petriolo e si imbocca la strada provinciale di Petriolo, che dopo pochi chilometri scende verso il ponte sul Farma. Dall'alto si vedono già le mura dei bagni antichi e il fumo dell'acqua calda nelle giornate fredde.
Si parcheggia negli spazi vicino al ponte e all'area termale e si scende a piedi verso il torrente, lungo un breve tratto sterrato. Le vasche libere si trovano lungo la riva e nel letto del Farma, ai piedi delle mura. Non c'è un ingresso né una biglietteria: si entra liberamente.
Il navigatore, impostato su "Bagni di Petriolo" o "Terme di Petriolo", porta all'area senza difficoltà. Una volta lì, lasciate libero l'accesso al centro termale e non parcheggiate sulla carreggiata del ponte.
Vasche libere e centro termale: cosa cambia
A Petriolo convivono due modi di fare il bagno nella stessa acqua.
Le vasche libere sul Farma
Sono pozze naturali, in parte sistemate con pietre dai frequentatori, alimentate dalle polle che escono sulla riva. Sono gratuite e accessibili a qualsiasi ora, ma non hanno servizi: niente spogliatoi, docce o bagni. Il fondo è di sassi e roccia, a tratti scivoloso. Le vasche più vicine alle sorgenti sono anche le più calde e conviene entrarci gradualmente. La loro cura è affidata in buona parte al rispetto di chi le frequenta e al lavoro volontario dell'associazione Amici dei Bagni di Petriolo.
Il centro termale
Sulla riva, all'interno della riserva del Basso Merse, si trova lo stabilimento delle Terme di Petriolo, gestito da privati, con vasche termali terapeutiche, spa, trattamenti e un bistrot. Secondo il sito del gestore l'ingresso alle vasche costa 15 euro, non richiede prenotazione e l'orario è dalle 9 alle 17:30; i bambini sotto i 6 anni non sono ammessi in vasca e quelli tra 6 e 12 anni possono restarci al massimo dieci minuti con un adulto. Lo stabilimento ha un periodo di chiusura estiva (nel 2026 ha riaperto il 1° settembre): prima di andare verificate orari e tariffe sul sito delle Terme di Petriolo.
Un po' di storia
Le acque di Petriolo erano note già in epoca romana: le citano Cicerone e Marziale, e nella zona sono stati trovati resti etruschi e romani su entrambe le sponde. Il nome attuale compare nel Duecento. Nel 1404 la Repubblica di Siena fece cingere i bagni da una cinta muraria, e all'inizio del XV secolo sulla sponda nord, in territorio di Monticiano, sorse il primo complesso termale in muratura, con mura in pietra e una loggia.
Nel Rinascimento Petriolo era una meta frequentata dall'aristocrazia: tra gli ospiti illustri si ricordano papa Pio II, membri della famiglia Medici e i Gonzaga di Mantova. Nel 1907 le sue acque figurano nell'elenco ufficiale delle acque minerali del Ministero dell'Interno. Oggi le mura sono in parte diroccate, ma restano ben visibili dalle vasche.
A Petriolo il fiume fa da termostato: basta spostarsi di qualche metro per trovare la propria temperatura.
L'acqua: caratteristiche e precauzioni
Le acque di Petriolo sono classificate come sulfuree, salso-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose e ipertermali. Contengono idrogeno solforato in concentrazione elevata, da cui il forte odore di uova sode, oltre ad anidride carbonica libera, calcio, fluoro, cloruri, solfati e bicarbonati.
Qualche precauzione è d'obbligo:
- a 43 °C l'acqua della sorgente è molto calda: non immergetevi direttamente nelle polle e restate poco tempo nelle vasche più vicine;
- chi ha problemi cardiaci o di pressione, i bambini piccoli e le donne in gravidanza dovrebbero chiedere prima un parere medico;
- lo zolfo annerisce l'argento e macchia i tessuti chiari: lasciate in auto gioielli e costumi delicati;
- dopo forti piogge il Farma può ingrossarsi e diventare torbido e pericoloso: in quei giorni è meglio rinunciare alle vasche nel letto del fiume.
Quando andare e cosa portare
La stagione migliore va da ottobre ad aprile: con l'aria fredda l'acqua calda dà il meglio e il vapore che sale dal fiume rende il posto ancora più suggestivo. In estate le vasche più calde sono poco gradevoli nelle ore centrali, mentre al mattino presto la temperatura è giusta e c'è meno gente. Nei weekend di primavera e autunno l'area può essere affollata: anche in questo caso conviene arrivare presto.
Nello zaino mettete scarpette da scoglio, un telo o un accappatoio, un sacchetto per i panni bagnati e uno per i rifiuti, acqua da bere e, d'inverno, vestiti caldi da indossare subito dopo il bagno. Sulla riva non ci sono servizi; il bistrot dello stabilimento termale segue gli orari della struttura.
Nei dintorni
Petriolo si abbina bene a una giornata in Val di Merse: con un breve tratto in auto si raggiungono l'abbazia di San Galgano e il borgo di Monticiano, mentre verso sud la superstrada porta in Maremma. Chi vuole fare un giro delle sorgenti libere del sud della Toscana può proseguire fino alle Cascate del Mulino di Saturnia. Le altre sorgenti gratuite sono raccolte nella nostra guida alle terme libere in Toscana, mentre per capire le differenze tra le acque (sulfuree, calcaree, salsobromoiodiche) c'è la panoramica sulle terme naturali della Toscana.
Domande frequenti
Le terme di Petriolo sono gratis?
Le vasche naturali sul torrente Farma sono gratuite e sempre accessibili. Il centro termale accanto è invece a pagamento, con orari di apertura e un periodo di chiusura estiva.
Che temperatura ha l'acqua di Petriolo?
L'acqua esce dalla sorgente a circa 43 °C. Nelle vasche sul fiume, dove si mescola all'acqua del Farma, è più tiepida e la temperatura cambia da una pozza all'altra.
Dove si parcheggia per le terme libere di Petriolo?
Negli spazi di sosta vicino al ponte sul Farma e all'area termale, da cui si scende a piedi alle vasche in pochi minuti.
Si può andare a Petriolo d'inverno?
Sì, è anzi il periodo più piacevole. Evitate però i giorni subito dopo piogge intense, quando il torrente è in piena.
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