La Regione Toscana studia un progetto per portare la connessione internet nelle zone che ancora ne sono prive e che sono difficili da raggiungere con le reti tradizionali, usando i collegamenti alle costellazioni satellitari. Il piano prevede una prima fase sperimentale su una decina di siti entro il 2027, scelti con un avviso rivolto ai Comuni.
Satelliti dove torri e fibra non arrivano
Il progetto è stato annunciato a Firenze dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall'assessore all'innovazione e alle infrastrutture digitali Alberto Lenzi, all'apertura di "Eccellenze digitali", lo spazio dedicato alle tecnologie del futuro allestito a Palazzo Strozzi Sacrati nell'ambito del festival "L'Italia delle Regioni". L'obiettivo, ha spiegato Giani, è assicurare "che nessuno resti escluso dal godimento del diritto alla connettività", in linea con il principio di cittadinanza digitale previsto dallo Statuto regionale.
In molte aree, ha ricordato Lenzi, costruire tralicci o stendere cavi in fibra può essere "estremamente difficoltoso e complesso per ragioni orografiche", anche per l'accessibilità dei luoghi e la bassa densità di popolazione. Per questo la Regione ha avviato un confronto con Telespazio, società del gruppo Leonardo, che ha già seguito una sperimentazione simile per la Regione Lombardia.
Cosa prevede il piano
Il progetto prevede stazioni "ToscanaDiffusa" collegate alle costellazioni satellitari, per avere un segnale più stabile e meno esposto a interruzioni. È previsto anche un segnale "Toscana Diffusa WiFi" per coprire le zone scoperte: servirà per chiamate di emergenza, chiamate su rete dati, servizi di soccorso e una navigazione internet essenziale, con banda limitata e un uso non massivo.
La graduatoria dell'avviso ai Comuni resterà valida anche in futuro, se la sperimentazione darà buoni risultati. La Regione precisa che, come chiesto dalla Commissione europea, nell'uso della tecnologia satellitare applicherà principi di sovranità digitale. Il satellite non sostituisce gli altri interventi contro il divario digitale: si aggiunge al Piano Italia 5G del PNRR, già concluso, al programma di infrastrutture passive a terra con MIMIT e Infratel e ai tralicci finanziati dalla Regione.




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